4 maggio 2026

La Russia si sta preparando a invadere i Paesi baltici.

Questo potrebbe accadere durante la prossima estate.

Lo scorso 23 aprile, su questo sito (La prossima sarà la Lettonia?), ho condiviso nuove informazioni sui preparativi della Russia per un'invasione dei Paesi baltici.
Nel giro di qualche giorno ho ricevuto nuove informazioni, che vado a pubblicare, insieme a alcune altre che sono emerse nel corso dell'ultima settimana.
Alcuni fatti, ipotesi e conclusioni richiedono spiegazioni dettagliate: per questo l'argomento viene trattato nuovamente.

Prima di addentrarci nei dettagli, sono necessarie un paio di importanti precisazioni: l'obiettivo di queste pubblicazioni non è seminare panico o confusione, ma dare l'opportunità di valutare la situazione sulla base di informazioni reali e aggiornate.

Continuo a sperare che, in un modo o nell'altro, in Russia un residuo di consapevolezza esista e che una invasione dei Paesi Baltici possa essere annullata all'ultimo minuto o non avere luogo affatto a causa di fattori esterni o interni.
Al momento non è ancora disponibile un piano operativo dettagliato che specifichi le unità e le formazioni militari e le loro direzioni di movimento, ma esiste, almeno è a mia disposizione, solo un piano generale, che è illustrato sulla Mappa 1.

Attacco ai Baltici: Mappa 1
I preparativi sono in corso e il ritmo sta accelerando, ma i preparativi non garantiscono una probabilità del 100% di un'invasione.
Questa analisi illustra quindi uno scenario possibile, ma non è l'unico, perchè al Cremlino sono sempre in preparazione piani diversi per circostanze diverse.
Semplicemente viene descritto ciò che sta accadendo ora, sulla base delle informazioni disponibili.

La preparazione logistica è in corso.
Da metà marzo, sono state ricevute conferme da fonti del Ministero della Difesa russo e altre agenzie che i piani per invadere gli Stati baltici sono passati alla fase successiva.
Ciò riguarda sia aspetti puramente militari, come il completamento e l'avvio della formazione di nuove armate interforze e del secondo corpo d'armata, composto delle due armata 11^ e 14^, l'accumulo di veicoli blindati, carri armati, artiglieria, armi missilistiche e relativi lanciatori, sia, a prima vista, compiti puramente civili come la costruzione di nuove strade e la riparazione di quelle vecchie nella zona di confine con la Lettonia, il consolidamento di ponti e cavalcavia e la riparazione e modernizzazione dei principali snodi ferroviari.

Durante lo scorso mese di aprile i lavori di ampliamento della rete stradale nelle regioni di Pskov, Novgorod e Smolensk erano completi al 90%.
Sono stati completati anche i lavori di modernizzazione degli snodi ferroviari di Smolensk, Velikiye Luki e Pskov.
Potrebbe sembrare scontato che in Russia si stiano costruendo strade, ma in realtà, questo è un chiaro segnale di preparazione a una futura invasione.
Infatti, la maggior parte dei progetti di sviluppo delle infrastrutture stradali nella Federazione Russa è di fatto bloccata dal 2025: le autorità federali stanno costantemente riducendo la spesa per la rete stradale di decine di punti percentuali ogni anno.

Nel frattempo, il Governo russo ha effettivamente trovato i fondi per la regione di Pskov: sulla piattaforma VKontakte, le autorità locali segnalano la costruzione e la riparazione di ponti e strade nell'ambito del progetto nazionale "Infrastrutture per la Vita".
Va ammesso che è alquanto ironico che i preparativi per un'invasione vengano abbinati a un progetto nazionale "per la vita".

Nel 2026, la riparazione e la costruzione di strade sono state effettuate solo nelle regioni russe al confine con Estonia e Lettonia.
Inoltre, i russi hanno riparato le strade che collegano le regioni di Pskov e Smolensk alla Bielorussia, costruendo strade alternative, tra cui strade in ghiaia, pietrisco e asfalto, progettate per il transito di mezzi pesanti.
Per consentire a mezzi e truppe di aggirare gli insediamenti, sono stati rinforzati i ponti sui piccoli fiumi nella regione di Pskov e costruito strade di circonvallazione intorno a diverse cittadine della regione.
Sono stati predisposti siti e strade di accesso per il dispiegamento di sistemi di difesa aerea e missilistici.

Nella regione di Pskov, che non è mai stata nota per le sue buone infrastrutture stradali, la costruzione e la manutenzione di tratti di strade di circonvallazione che collegano le principali autostrade nella zona di confine con la Lettonia sono iniziate alla fine del 2024.
Nel 2025, tutti gli scambi presso i principali nodi ferroviari, Smolensk, Velikiye Luki e Pskov, sono stati completamente sostituiti, consentendo il trasferimento di personale e attrezzature militari in quantità maggiori rispetto a prima.

Nella Mappa 2 i tratti di strada riparati, di nuova costruzione o realizzati ex novo sono contrassegnati in giallo: alcune di queste sono strade di circonvallazione che collegano le principali autostrade, altre sono strade locali che conducono a villaggi semi-abitati o tra piccoli insediamenti.
Una parte significativa dei lavori riguarda la riparazione e la costruzione di strade che collegano le regioni di Pskov e Smolensk alla Bielorussia.

Attacco ai Baltici: Mappa 2
Secondo le fonti, i russi intendono utilizzare la Bielorussia come base logistica sicura e area di parcheggio protetta per veicoli blindati, artiglieria, sistemi di difesa aerea e sistemi missilistici.
Le strade sono evidentemente necessarie per trasportare rapidamente tutto questo equipaggiamento al confine e nella zona di combattimento.
Inoltre permettono ai missili russi Iskander di viaggiare dalla Bielorussia alla regione di Pskov, condurre gli attacchi e poi tornare in Bielorussia, che formalmente non sarebbe parte del conflitto.

Anche la preparazione della logistica per la difesa aerea è in corso.
Come dovrebbe essere noto, la logistica militare russa si è sempre basata sulle ferrovie.
Smolensk è uno dei principali snodi ferroviari di questa parte della Federazione Russa.
Pertanto, la modernizzazione degli scali principali e di smistamento di Smolensk, così come la costruzione e la riparazione delle strade che collegano queste stazioni alla regione di Pskov e alla Bielorussia attraverso Velizh-Usvyaty-Nevel, rappresenta una fase necessaria per preparare le infrastrutture a un massiccio dispiegamento di truppe.
Le nuove strade di circonvallazione o quelle riparate, che consentono di aggirare rapidamente i grandi insediamenti situati lungo le principali arterie stradali, sono indicate in blu sulla mappa.

Pskov e Velikiye Luki, così come Smolensk, che non è inclusa nella mappa, sono evidenziate in grigio; le loro stazioni ferroviarie e infrastrutture sono state riparate e modernizzate, sono state costruite strade di circonvallazione e i cavalcavia sono stati rinforzati.

Le aree contrassegnate in rosso sono quelle che con maggiore probabilità saranno utilizzate per il dispiegamento di sistemi missilistici mobili che effettueranno il bombardamento degli Stati baltici.
Anche in queste zone sono state costruite nuove strade e create vie di fuga alternative.
La gittata dei missili russi Iskander è di 500 km.
, ma alcune varianti possono raggiungere gli 800 km.
Dalle aree contrassegnate in rosso, i missili russi coprono l'intero territorio della Lettonia e una parte significativa dell'Estonia e della Lituania.

Le posizioni dei sistemi di difesa aerea sono contrassegnate in nero.
Alcune di queste posizioni sono confermate non solo da fonti, ma anche da documenti ufficiali, che indicano che la costruzione di strade in specifiche località è stata effettuata per "garantire il funzionamento dei sistemi di difesa aerea".

La mappa non mostra i ponti restaurati, riparati o rinforzati sulle strade locali nella regione di Pskov, tuttavia, oltre una ventina di ponti e cavalcavia sono stati modernizzati e rinforzati tra il 2025 e il 2026: la maggior parte di questi si trova su strade che conducono verso la Lettonia o lungo il confine con essa.

È chiaro che il piano illustrato è solo di una bozza generale, non un piano operativo militare completo.
Attualmente, le fonti indicano come possibili date di invasione il 15-25 agosto 2026: l'intera operazione ha una durata stimata di 12-14 giorni, coerentemente con le discussioni, i tentennamenti, i "distinguo" a cui l'Europa/la NATO hanno nei decenni abituata la Russia.

Le frecce blu indicano le direzioni di attacco della prima fase, che avverebbe nell'ambito di un'operazione speciale per proteggere i cittadini russi perseguitati in Lettonia: la Duma di Stato russa ha recentemente approvata una legge in tal senso, che è stata ratificata di "Putin".

Le frecce rosse indicano le direzioni di attacco della seconda fase, e la risposta a quella che la Russia considererà una "aggressione" di Estonia e Lituania.
Le frecce rosse indicano anche le direzioni di sbarco delle forze d'assalto anfibie della Flotta russa del Mare Baltico nella regione di Kaliningrad.

I rettangoli rossi indicano le aree di concentrazione delle Forze Armate russe immediatamente prima dell'inizio dell'operazione.

I rettangoli arancioni indicano le concentrazioni di forze armate bielorusse e di singole unità russe, che fungerebbero da "distrazione" dall'attacco principale e dovrebbero attirare le forze armate di Lituania, Estonia e Polonia verso i confini con la Bielorussia.

È possibile che durante l'imminente estate si svolga in Bielorussia un "addestramento speciale presidenziale" per i riservisti.
In questo modo, le forze d'invasione sarebbero integrate da quei russi che sono stati attivamente reclutati in Russia come riservisti dallo scorso dicembre, con la promessa di "servizio nella loro regione d'origine" per "proteggere le infrastrutture".

Secondo le informazioni disponibili, i russi non intendono operare vicino al confine con la Polonia, per non coinvolgere quel paese nel conflitto.
Il piano russo non è quello di iniziare una guerra con la NATO, ma di provocare una grave crisi nell'Alleanza invadendo Lettonia, Estonia e Lituania e, idealmente, provocarne il collasso effettivo.
La leadership politica russa è convinta che i paesi europei avranno paura di combattere contro una potenza nucleare, soprattutto ora che il supporto diretto degli Stati Uniti è in discussione.
Putin e il suo entourage credono che i grandi paesi europei non rischieranno una guerra con la Russia per il bene degli stati baltici.

Allo stesso modo, ritengono che uno scontro diretto con la Polonia sia da evitare.
Questo è un chiaro esempio dell'approccio del Cremlino nei confronti dei paesi che fino a poco tempo fa facevano parte dell'URSS, che distingue tra attori a pieno titolo e attori meno a pieno titolo: gli attori a pieno titolo sono intoccabili, mentre quelli meno a pieno titolo non lo sono.

Inoltre, l'invasione russa della Lettonia non verrà presentata come un atto di aggressione, bensì come un'operazione speciale per proteggere i russi perseguitati, e gli attacchi contro Estonia e Lituania saranno presentati come una risposta ad "azioni militaristiche aggressive" o "attacchi terroristici nazionalisti".
In questo modo, Putin spera di lasciare aperti i "grandi" paesi europei ai negoziati: dopotutto, non ci sarebbe stata una guerra formale.

Non si tratta di novità: la Russia ha già messo in atto una strategia simile nel 2014-15 nel Donbas ucraino.
Nel 2022 lo stesso approccio non ha avuto lo stesso successo, ma anche allora la Russia se la è cavata generalmente bene, ottenendo di subire sanzioni piuttosto che con una risposta armata da parte dell'Europa e degli Stati Uniti o una operazione internazionale di mantenimento della pace.

Al Cremlino temono che Svezia e Finlandia possano prendere decisioni indipendenti in merito al sostegno agli Stati baltici, e poiché l'esercito estone si sta preparando a affrontare le forze russe vicino a Narva, i russi non hanno intenzione di operare in questa direzione o lungo la costa estone del Mar Baltico in generale.
I russi sono convinti di potere aggirare le forze estoni vicino a Narva da sud-ovest attraverso Tartu, di avanzare direttamente verso Tallinn, bloccando le basi militari e i campi di addestramento della NATO lungo il percorso e tagliando le vie di rifornimento alle forze armate estoni e impedendo loro la possibilità di ritirarsi in modo organizzato.

Ribadisco che queste informazioni sono preliminari: per quanto è noto, lo Stato Maggiore delle Forze Armate russe non ha ancora un piano dettagliato che delinei le unità, le formazioni e gli schieramenti, le loro missioni di combattimento e i piani di movimento.
Questa mancanza esiste in parte perché la formazione di queste forze è ancora in corso.

A dare ulteriore "impulso" alla pianificazione delle "operazioni baltiche", all'inizio di aprile 2026 il progetto "Northern Orbit"*, descritto dai suoi artefici come "creato per assistere gli operatori di droni e sviluppare soluzioni nel campo delle previsioni meteorologiche", ha annunciato una nuova app per gli operatori di droni russi, progettata per "operare" nei cieli di Estonia, Lettonia e Lituania.
Il seguente 30 aprile, quegli sviluppatori hanno annunciato con orgoglio: "Vogliamo informarvi di un altro aggiornamento in programma, che verrà rilasciato a breve in risposta alle numerose richieste dei nostri operatori di aggiungere parametri meteorologici per i Paesi baltici.
Implementeremo l'aggiunta di tutti i parametri meteorologici a tutte le altitudini sui Paesi baltici e aggiungeremo anche i parametri idrologici per il Mar Baltico.
" Lo scorso 3 maggio, si sono vantati del successo dei lavori sul nuovo "prodotto": "Oggi vogliamo mostrarvi una nuova zona di previsioni che aggiungeremo per i Paesi baltici.
La nostra zona di previsioni includerà tutti i Paesi baltici: Lettonia, Lituania ed Estonia.
La nostra zona includerà anche il Mar Baltico e le sue isole.
Stiamo lavorando sodo per i nostri difensori aggiungendo nuove regioni.
"
Cosa dovrebbero fare i "difensori" russi nei cieli sopra i Paesi baltici è una domanda retorica; dopo l'invasione russa dell'Ucraina, quasi tutti conoscono la risposta.
Non vale la pena liquidare queste nuove previsioni meteorologiche come semplici strumenti di riferimento o per contrastare i droni ucraini (a meno che non siate amanti dell'autocompiacimento in qualsiasi situazione difficile).

* Dall'invasione russa dell'Ucraina, in Russia sono emersi decine, se non centinaia, di progetti privati ​​per aiutare il personale militare con qualifiche insufficienti a svolgere i propri compiti.
La ragione di questa nascita è chiara: le Forze Armate russe non sono in grado di fornire una formazione di alto livello al personale, soprattutto per artiglieria, droni, carri armati, equipaggi di semoventi e lanciarazzi multipli, truppe missilistiche, specialisti delle comunicazioni e genieri.
Pertanto, a partire dall'estate del 2022 circa, programmatori russi, militari in pensione, professori di università militari e civili specializzati, ingegneri e altri appassionati hanno iniziato a creare app per aiutare "i loro ragazzi".